giovedì 8 maggio 2014

UN VIDEO INCREDIBILMENTE 'CREATIVO' su Arte e Scienza

Alimberto TORRI, il vulcanico artista che è stato nostro ospite il 21 febbraio con i suoi bellissimi 'quadri interattivi' del ciclo ARS IOCUNDA ci ha inviato un video molto ma mooooooolto  interessante sul tema ARTE e SCIENZA.




Non ci resta che guardarlo.

http://www.youtube.com/watch?v=uawBy3WaoWA
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Nel prossimo post un po' di notizie sul CLOUD 

domenica 23 febbraio 2014

CLOUD Computing: la nuvola amica?

Venerdì 21 febbraio, all' incontro di PROGETTO NOVE, si è parlato di CLOUD un argomento interessante che fa parte della nostra vita di uomini sempre più immersi nella NUVOLA INFORMATICA!!! 

L'inglese Cloud Computing (in italiano nuvola informatica) indica un insieme di tecnologie tramite le quali è possibile archiviare, memorizzare, elaborare dati mediante una memoria centrale o mediante dei programmi che non sono presso di noi ma presso una sede fisica diversa. Queste tecnologie se da un lato sono viste come un enorme aiuto al lavoro, dall'altro lato possono anche essere considerate una trappola di marketing e non solo. 

I fantastici RELATORI della serata:


Luigi LAMBERTI, laureato in Matematica ed in Informatica (con una tesi sul 'Riconoscimento della gestualità tramite Webcam') ha sviluppato software per applicazioni tecnico-scientifiche nel campo dell'automazione industriale; insegna dal 1985 presso l'ITI MEDI di San Giorgio a Cremano e si occupa di formazione in Assemblaggio PC, di ECDL, di Grafica e di Programmazione WEB.  dal 2005 al 2012 ha ionsegnato 'laboratorio di algoritmi e Strutture dati' presso l'Univ Federico II di Napoli. Appassionato di vela e di trekking, da alcuni anni si dedica alla progettazione e costruzione di AQUILONI con utilizzo delle tensostrutture per la realizzazione di aquiloni Multibox. 

master@luigilamberti.it          www.luigilamberti.it



Alimberto TORRI,   nato a Pisa, ha coltivato il suo interesse per le materie psicologiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma. E a Roma inizia a frequentare cenacoli di arte e poesia come il LARP che ha visto nascere molti degli odierni poeti e scrittori italiani di maggior spicco, laboratorio aperto di ricerca poetica e il mitico BIT 72, cui fecero parte molti nomi famosi della cultura e dello spettacolo come, ad esempio,  Roberto Benigni. 

Ha collaborato con diverse riviste letterarie tra cui: "Le Nuvole" rivista telematica di letteratura che fu la prima al mondo a pubblicare poesie visive declamate dal poeta; "La Parete" rivista di letteratura e cultura in lingua Italiana e Tedesca di cui è stato anche redattore e che vanta tra i suoi collaboratori: Carlo Bo, Luigi Malerba, Benito La Mantia, Roberto Roversi, Eduardo Sanguineti… Si occupa di arte, teoria dell’arte e critica. Mette in opera quadri realizzati sfruttando le nuove tecnologie: elettropitture. E’ scopritore del Surpsichismo, processo psichico attraverso il quale si procede a nuove scoperte.  Si divide tra Pisa, Genova e Roma occupandosi di arte a tutto campo. angolo2@virgilio.it


Uno dei quadri interattivi con cui si può giocare e divertirsi (ARS IOCUNDA)  inventati da Alimberto TORRI. 

Può un'opera d'arte trasformarsi in un gioco di strategia? 




Nel prossimo POST vi parleremo delle tematiche trattate! 

STAY  TUNED !!! 

sabato 22 febbraio 2014

MONDI in CONNESSIONE

Quale miglior modo per introdurre la tematica dell'incontro che si è tenuto ieri, venerdì 21 febbraio:

CLOUD Computing: la nuvola amica? 

che proporre il racconto FANTASY che Anna Fabrello ha scritto proprio per noi?

ECCOLO!!!
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MONDI  in  CONNESSIONE

di Anna FABRELLO


Mastro Lyn si ritrovò a correre a perdifiato lungo il corridoio che dalla sala scrittura portava alle stanze del Grande DoppioC. Non poteva avere dubbi, anzi ne era assolutamente certo, aveva visto tutti i segni: il grande schermo blu si era illuminato di colpo, erano comparse le parole ‘Utente: richiesta accesso’.

Ne era sicuro. Doveva fare in ‘frettissima’ e insieme al Grande DoppioC dare inizio al rituale del mondo di Byte.

Mastro Lyn svolazzava veloce, con il piccolo corpo luminoso simile a una sfera che scivolava nel corridoio. Rimbalzò sbattendo contro la porta in legno del Gran DoppioC, quasi stupito di essere già arrivato alla meta. Allungò due minuscole braccia che terminavano con tre piccole dita e bussò.

Dall’interno della stanza si udì una voce leggera e lievemente acuta. Nessuno avrebbe mai detto che appartenesse al loro Signore, che alla vista appariva enorme, tanto che la stanza del Regno era quasi completamente riempita dalle sue forme.

Era il suo destino, quello di crescere ogni qualvolta dati e informazioni crescevano nel suo mondo. Ma la voce era un’altra cosa, sembrava essere rimasta quella di quando era bambino.
Smettendo di pensare, Mastro Lyn aprì la porta e si catapultò nel centro della sala, fermandosi giusto in tempo per non rimbalzare contro il corpo grande e morbido del suo Signore.


Rimase esterrefatto ad osservarlo. La sfera, che era il suo Sovrano, solitamente monocroma e fissa, ora stava diventando cangiante e trasparente. All’interno si notavano piccoli tornadi che vorticavano e sparivano. 
«E’ il momento» disse con tranquillità il Sovrano.
Mastro Lyn si limitò ad annuire per un lungo attimo e poi ritrovando il fiato:
«Si, mio Sovrano, sono giunto qui per dare inizio al Rituale. Mi metto in contatto con i Sette?»

Solo un gorgoglio uscì dalle labbra del Grande DoppioC, mentre quattro tornadi prendevano forma al suo interno. Mastro Lyn si domandò se il Sovrano stesse soffrendo, ma dal sorriso che notò sul volto rotondo si convinse che non era così. Socchiuse gli occhi e con la formula di rito cercò telepaticamente i Sette, avvisandoli dell’urgenza del loro intervento.

I Sette risposero immediatamente dai loro diversi mondi poiché avevano notato i segni ed erano in attesa della chiamata. Tutto sembrava pronto per il Rituale.

L’emozione era tangibile, quasi come se l’aria vibrasse di elettricità. I Sette iniziarono a connettersi telepaticamente uno con l’altro intonando le frasi che tutti conoscevano a memoria.



 Dal mondo Gamma, l’Alta Spirale rispose al richiamo di mastro Lyn e diede il via alla connessione. Una luce chiara avvolse la Spirale mentre si collegava alla Saetta del mondo Alfa.
A sua volta, vibrando, questa entrò in connessione con il Grande Cerchio del mondo Beta… e così via fino alla connessione del Mistico Tetra del settimo mondo Phi con Mastro Lyn.
Il cerchio del rituale era completato.

Il Grande DoppioC fissò Mastro Lyn, la piccola sfera che ora aveva assunto i sette colori dell’arcobaleno. Lo vide annuire. «Ho tutti i sette codici» con una voce che ora aveva assunto sette tonalità diverse «siamo pronti» aggiunse con un inchino.

Il Grande DoppioC annuì mentre i vortici lentamente scomparivano dall’interno del suo corpo: «Benissimo Mastro Lyn, procedete pure»
Mastro Lyn rotolò a mezz’aria fino al centro esatto del corpo del Sovrano che si modellò per riceverlo. La fusione fu immediata, indolore e creò una moltitudine di colori inondando la stanza. 

Tutto accadde in un ‘umano’ battito di ciglia.

Nello stesso istante in cui Mastro Lyn veniva inglobato, nella sala scrittura sullo schermo blu si poteva leggere: ‘Utente: Accesso consentito’.

Mastro Lyn scivolò poi fuori dal corpo del Sovrano, sovraeccitato per quanto accaduto, e, tornato del suo solito colore uniforme, si accorse che anche la sua voce era tornata di una sola tonalità.
Il Grande DoppioC sembrava ancora più grande e i vortici al suo interno erano completamente spariti. La connessione con i Sette, svanita anch’essa!
«Il Rituale di Creazione è stato perfettamente concluso» si limitò a dire il Sovrano di Byte e quelle parole furono il segnale per Mastro Lyn, che roteò allegro verso la porta facendo attenzione a non urtare la coda del sovrano che si era allungata fino all’ingresso.
Ora era pronto a riprendere la sua solita occupazione.
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John era nella sala d’attesa dell’aeroporto, davanti allo schermo del suo computer portatile. Con un semplice movimento del mouse aprì alla cartella documenti che si trovava nel pc di casa, distante più di 1000 km.

Con una veloce ricerca riuscì a rintracciare la foto fatta con Judith ai piedi della Torre Eiffel e ad inviarla sul portafoto digitale di lei: una sorpresa per San Valentino.

Judith, quella sera, sarebbe rientrata a casa dal lavoro e avrebbe visto la foto!

Un simpatico regalo in attesa del loro prossimo incontro.

venerdì 7 febbraio 2014

SHOCK ECONOMY

Vi proponiamo un resoconto della serata del 24 gennaio 2014 in cui Progetto NOVE si è occupato del tema spinoso degli inceneritori e delle nanoparticelle.

Una grande partecipazione di pubblico con la presenza di diversi comitati di cittadini del territorio vesuviano che si occupano del degrado ambientale e che si battono contro le discariche abusive.


Giuseppe Germano, Prof dell’Università Federico II e moderatore dell’evento, ha presentato il primo ospite, Stefano Montanari (in collegamento da Modena via Skype), esperto mondiale di nanoparticelle e nanopatologie.  

Il prof. Montanari ci ha chiarito la grande pericolosità delle nanoparticelle. In base ai suoi studi, condotti con la moglie, la famosa e pluripremiata ricercatrice Antonietta Gatti, queste particelle, generate principalmente da fenomeni di combustione, entrano nel nostro corpo tramite la respirazione e, una volta sequestrate dagli organi, possono provocare varie patologie, tra cui: ictus, infarto, embolia polmonare, malformazioni fetali, aborti, diabete e ovviamente il cancro, giacché penetrando nel nucleo cellulare, le nanoparticelle possono interferire col DNA, danneggiandolo (in particolare viene compromessa la capacità delle cellule danneggiate di suicidarsi, che così tendono a riprodursi in eterno).


Montanari ha evidenziato che gli inceneritori, con le loro alte temperature di esercizio, generano polveri particolarmente fini e in generale quanto poco intelligente sia incenerire i rifiuti. In virtù della legge di conservazione della massa, oltretutto, in una reazione chimica la massa dei reagenti è uguale alla massa dei prodotti e, in pratica, siccome per funzionare gli inceneritori si utilizzano acqua, carbone, metano, calce, carbonato e ossigeno, si raddoppia di fatto la massa complessiva dei rifiuti, solo per ridurre il volume conferito in discarica.

Eppure, nonostante l’impatto ambientale e sanitario, c’è chi si ostina ancora a voler costruire inceneritori!

Ci sono, poi, gli ignoranti che addirittura bruciano l’immondizia nelle strade (producendo grandi quantità di diossine cancerogene), non rendendosi conto che così, in pratica, si stanno suicidando e stanno uccidendo i propri cari!



Il professore ha evidenziato, poi, l’incongruenza tra la letteratura scientifica che stabilisce che non ci sono livelli sicuri circa le emissioni di diossina e particolato e l’impianto legislativo piuttosto permissivo. Il pubblico ha potuto fare diverse domande e abbiamo scoperto, tra l’altro, che alcuni esperimenti condotti dallo stesso Montanari, hanno chiarito il ruolo delle piante nella riduzione di particolato nell’aria, a patto di non bruciarle poi in impianti a biomassa.


La conclusione amara ma reale di Stefano Montanari è: NESSUNA ILLUSIONE circa le possibili bonifiche in Campania poiché, in base alla situazione attuale, occorrerebbe rimuovere decine di metri di terreno per centinaia di chilometri di superficie, un quadro davvero sconfortante!


A seguire l’artista della serata, la saggista e fumettista Simona Bassano di Tufillo, in arte Sbadituf, molto impegnata su questioni ambientali e civili.

Sbadituf ci ha presentato diverse tavole, tratte dal suo libro “Star Trash ~ Sacchetti in mondovisione”, analizzando gli eventi che hanno ispirato le sue brillanti, ironiche e sarcastiche opere.

Inoltre ci ha illustrato il suo interessantissimo punto di vista sulla questione rifiuti parlando dell’”emergenza” campana come di un caso eclatante di Shock Economy.

Il termine è nato da un libro di Naomi Klein del 2007 proprio con questo titolo in cui la Klein spiega come lo shock causato da eventi naturali o da precise volontà politiche possa trasformare il pensiero della popolazione: cose prima ‘impossibili’ vengono credute ‘inevitabili’.

Shock economy o economia della catastrofe è stata usata dal neoliberismo per ridurre le libertà e gli spazi di decisione popolare.
C'è sempre un 11 settembre, uno tsunami, un G8, uno scontro fra civiltà, un arrivo di immigrati, una tolleranza zero da invocare per sottrarre le decisioni al vaglio degli elettori ed esautorarli in nome dell'EMERGENZA!!!

In Campania la crisi dei rifiuti, la saturazione delle discariche, l’accumularsi dei sacchetti nelle strade fino a livelli insostenibili ha fatto ‘passare’ come possibile e inevitabile la costruzione di grandi e inutili inceneritori abbattendo le opposizioni della popolazione: la vera emergenza non erano di certo i rifiuti urbani che si accumulavano nelle strade ma i rifiuti tossici industriali che vengono nascosti nelle campagne inquinando irreparabilmente terreni agricoli, aria, falde acquifere e cibo.

Il terzo ospite della serata, il fisico e giornalista Alessandro Iacuelli, esperto di processi industriali e impegnato sulle problematiche legate alla produzione e allo smaltimento dei rifiuti, ha esordito parlando del business degli inceneritori e del loro disastroso bilancio energetico.
In pratica si tratta di nient’altro che enormi macchine a vapore, che inoltre bruciano rifiuti con un basso potere calorifico (si è calcolato che l’unico materiale con un potere calorifero tale da renderli convenienti sarebbe costituito da banconote!!!)

Per far accettare la costruzione di inceneritori si dice alla popolazione che essi generano molta energia elettrica ma, in realtà, il rendimento non supera l’otto per cento mentre l’ottanta per cento del calore generato si disperde. Inoltre, le reti di teleriscaldamento hanno senso solo in caso di piccoli inceneritori collocati in città, cosa comune in molte città del nord Europa; mentre in Italia spesso si costruiscono impianti mastodontici lontani dai centri cittadini.

Iacuelli ci ha poi ricordato che prima della seconda rivoluzione industriale i rifiuti non sono mai stati un grosso problema; vi era all’epoca un modello circolare di consumo, con i  cosiddetti rifiuti che o erano biodegradabili o venivano riutilizzati. Con l’invenzione delle plastiche il modello di consumo è diventato lineare, con i rifiuti che spesso non sono più materie prime per nuova produzione di beni. La cosa particolare da osservare è che, per ironia della sorte, nelle intenzioni degli inventori le plastiche avrebbero dovuto servire a creare prodotti più durevoli e a risparmiare risorse naturali.

Iacuelli ha poi proseguito illustrandoci il ciclo di vita dei prodotti industriali in cui ogni passaggio, purtroppo, genera rifiuto: i rifiuti prodotti a monte sono detti “speciali”, mentre quelli a valle sono i nostri rifiuti urbani; ebbene oltre i tre quarti della massa complessiva dei rifiuti sono “speciali” e andrebbero, quindi, smaltiti in modo specifico.
Gli inceneritori risolvono, in parte, il problema dei rifiuti urbani, ma il problema più grosso è costituito proprio dai rifiuti “speciali” che vengono smaltiti in modo illegale.


Se vogliamo risolvere il problema globale dei rifiuti, dobbiamo cambiare modello di consumo, puntando sia sul riciclo spinto sia sulla riduzione dei rifiuti prodotti a “monte”, tramite la modernizzazione dei processi produttivi; gli inceneritori, insomma, non sembrano una scelta appropriata!

Dopo Alessandro Iacuelli è intervenuto il comandante intercomunale delle guardie ecozoofile dei comuni vesuviani – Fare Ambiente - Saverio Mascolo, presente alla serata insieme ad alcuni colleghi.

Il comandante ci ha parlato del suo lavoro e specialmente delle difficoltà incontrate nel contrasto alle ecomafie invitando, poi, i cittadini  a partecipare attivamente alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente.

Ci ha lasciato un messaggio di speranza: nonostante la situazione allarmante, in Campania si può fare ancora molto per ottenere un futuro migliore.

Giuseppe Testa – Ass. ALTANUR







sabato 1 febbraio 2014

FANTASCIENZA e RIFIUTI

"Il kipple è fatto di oggetti inutili, inservibili, come la pubblicità che arriva per posta, o le scatole dei fiammiferi dopo che hai usato l'ultimo, o gli involucri delle caramelle (...). Quando non c'è più nessuno a controllarlo, il kipple si riproduce".

Queste parole sono tratte dal romanzo “Il cacciatore di androidi” (‘Do Androids Dream of Electric Sheep?’ - 1968) del grande scrittore di fantascienza Philip K. Dick da cui è trae liberamente spunto il celebre film Blade Runner.


Nel libro il kipple è definito come fosse una legge di natura, un concetto dato dalla combinazione di entropia e capitalismo, ovvero rappresenta la degradazione ineluttabile dovuta a un “cattivo” progresso in un mondo in cui, ormai, si produce talmente tanto di inutile da rendere sempre più inutili le vite dei consumatori-cittadini; l’energia che si impiega a produrre e consumare è energia degradata (entropia) e di conseguenza l’universo si muove inevitabilmente verso uno stato di completa kipplerizzazione (disordine).


Guardando le frequenti crisi per i rifiuti nelle nostre città e in generale la sporcizia e il disordine dovuti al consumismo, le parole di Dick del 1968 risultano profetiche



Se non correggiamo le nostre abitudini e il nostro modello di sviluppo è probabile un futuro distopico comune a molti romanzi di fantascienza, fatto di pianeti superinquinati in cui i rifiuti sono ormai ovunque, condizionando pesantemente la vita dei protagonisti.













Alcune segnalazioni per voi sul tema dei rifiuti o degli equilibri ecologici in generale:

Garbage World (1967), di Charles Platt, racconta la vita dura e sporca su un asteroide di nome Kopra, che per secoli è stato la discarica dei numerosi mondi della Federazione Mondiale. Gli abitanti di Kopra, evitati per secoli, improvvisamente diventeranno  “interessanti” e ci sarà il bizzarro incontro tra gli “sporchi” e denutriti abitanti  dell’asteroide e gli “splendidi”  visitatori della pulitissima Federazione.

Crumiro (1957), racconto di  Isaac Asimov, ambientato su un planetoide  extrasolare su cui si trova una colonia umana organizzata in un rigido sistema di caste con a capo la famiglia Ragusnik dedita allo smaltimento di rifiuti.














Ventiquattr'ore al giorno nella terato-chimica (2007), racconto di Vittorio Catani, uno dei principali autori di fantascienza italiani, molto attento alle questioni ambientali ed ecologiche...


Avviso ai furiosi (1953), di Eando Binder, racconta di come gli USA, in futuro ipotetico, smaltiscono nello spazio i loro rifiuti più pericolosi, che  poi ricadranno sulla Terra per un  errore di calcolo.

Rifiuti (1987), è invece un fumetto, un'amara parabola ecologista sceneggiata da Carlos Trillo e splendidamente illustrata da un visionario Juan Gimenez. Le vicende si svolgono in un mondo che ha oltrepassato il punto di non ritorno; la produzione di rifiuti unita all'inquinamento ed agli effetti devastanti dell'utilizzo di armi chimiche e nucleari ha provocato il “grande disastro” riducendo il pianeta ad un cumulo di rifiuti ed immondizia, sostanzialmente invivibile per la gran parte della popolazione.




Innumerevoli altri sono i titoli di fantascienza che trattano di equilibri ecologici e di come è stato risolto o meno il problema dei rifiuti; la speranza è che il nostro futuro somigli a  quello di vari romanzi in cui l’umanità è talmente avanzata da vivere in equilibrio con il proprio ambiente e senza spreco di risorse, quali sono appunto i cosiddetti rifiuti.


 Per quanto riguarda l’ambito documentaristico vi segnaliamo alcune recenti produzioni:

Trashed (2012), film documentario, raccontato da Jeremy Irons. Tratta del crescente problema dei rifiuti nelle società consumistiche e pone l’accento su come l’inquinamento metta in pericolo le nostre vite.     Link  http://www.youtube.com/watch?v=ohPS2To2QCE

Waste Land (2010), segue l’artista Vik Muniz, in visita alla periferia di Rio de Janeiro, dove sorge una delle più grandi discariche del mondo in cui trovano lavoro a migliaia di catadores, ovvero riciclatori, che traggono sostentamento dai nostri scarti.

Garbage Dreams (2009), simile al precedente, segue la vita di tre adolescenti Zaballeen, abitanti del villaggio “spazzatura”  alla periferia de Il Cairo. Essi riescono a riciclare oltre l’ottanta per cento dei rifiuti raccolti.      Link http://www.youtube.com/watch?v=b26dBL5tQPk

Garbage Warrior (2007), racconta la storia del pioniere dell'architettura ecosostenibile, Michael Reynolds. Reynolds, che purtroppo è osteggiato da molti, ci mostra come usare i rifiuti per costruire abitazioni e in generale come vivere in maniera autosufficiente risparmiando risorse.

GARBAGE! The Revolution Starts at Home (2007), mostra la famiglia  McDonald di Toronto che convive  per tre mesi con la spazzatura prodotta. Alla fine il garage risulta strapieno di 83 sacchi e ben 145 chili di puzzolente umido. Per riflettere sulle nostre abitudini consumistiche.


Infine vogliamo segnalare  un  divertente  ed  intelligente  lungometraggio  d'animazione

WALL•E (2008), della Pixar, diretto da Andrew Stanton.




Il protagonista del film è il robot WALL•E, ultimo abitante della Terra, ormai ricoperta di rifiuti e per questo abbandonata dagli umani. La funzione di WALL•E è quella di ripulire il pianeta, cosa che farà per settecento anni, finché la Terra non sarà visitata da un robot avanzatissimo, di cui si innamorerà.

Il finale ci regalerà una speranza, quella di poter evolvere in meglio ...


Giuseppe Testa – Ass. Altanur

lunedì 27 gennaio 2014

UN VIDEO di STEVE CUTTS su cui riflettere

Steve CUTTS è un  illustratore e artista britannico.

Il video che vi proponiamo è 'MAN' e racconta in soli tre minuti lo sfruttamento della Natura da parte degli esseri umani.



E' cliccatissimo su YOUTUBE poiché con poche immagini e senza parole racconta tutto quello che generazioni di uomini hanno combinato alla nostra TERRA



Ecco il link per vederlo.

http://youtu.be/WfGMYdalClU

La musica del video è 
'In the Hall of the Mountain King' di Edward Grieg




Ecco quello a cui ci siamo ridotti...
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Steve is a London based freelance artist, 'specializing' in animation, illustration and fine art. After studying fine art at Farnham University, he progressed to the position of in-house illustrator for glue Isobar in London, where he worked for four years before entering the world of freelance.

Un po' di foto della serata del 24 gennaio

Eccovi alcune foto dell'incontro: INCENERITORI e NANOPARTICELLE

Stefano MONTANARI 
             ricercatore di nanodiagnostics 
in collegamento via Skype da Modena







Giuseppe GERMANO - Univ Federico II - moderatore dell'incontro
Alessandro IACUELLI - fisico e giornalista - autore di 'Le vie infinite dei rifiuti '

Simona Bassano di Tufillo - SBADITUF - ci parla delle sue ironiche tavole
e delle problematiche connesse ai rifiuti








mercoledì 22 gennaio 2014

INCENERITORI, QUALE FUTURO?......le problematiche

ECCOCI di nuovo sul tema 'scottante' degli INCENERITORI

Abbiamo accennato nel post precedente alle tre principali problematiche legate agli inceneritori, che qui introdurremo ma che saranno ovviamente approfondite nell’attesissima conferenza del 24 gennaio 2014 nella Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano.

Il primo problema riguarda il costo economico di questi impianti, infatti oggi si sceglie di costruire inceneritori capaci di trattare  centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti all’anno, che hanno costi di costruzione di centinaia di milioni di euro; in media occorreranno 20 anni  alle aziende costruttrici per “rientrare” di questi costi.

In pratica per almeno due decenni dovrà essere conferita la quantità minima di rifiuti utile al “guadagno”, rallentando di fatto il progresso di forme alternative di smaltimento, come il riciclaggio, il compostaggio e le avveniristiche strategie “rifiuti zero”.

Ad esempio a Brescia e provincia sono anni che la raccolta differenziata non riesce a decollare a causa della presenza del più grande inceneritore europeo, noto per essere molto sponsorizzato  come impianto di riferimento per i futuri inceneritori, giacché è previsto che in futuro ve ne sia almeno uno per provincia.


Va sottolineato inoltre il fatto che il costo dell'incenerimento di una tonnellata di rifiuti varia, a valle dei costi di raccolta e secondo l'impianto, tra 96 e 192 euro a tonnellata; un prezzo tutt’altro che economico anche se confrontato con la raccolta differenziata e il compostaggio.
In Italia poi lo smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento è sostenuto indirettamente dallo Stato (in maniera molto discutibile e condannata dall’UE) tramite gli incentivi alla produzione elettrica da fonti rinnovabili.

In realtà è da considerarsi rinnovabile solo  la parte biodegradabile dei rifiuti, non certamente le “ecoballe”, come più volte contestato dall’Unione Europea; senza questo “aiutino” l’incenerimento sarebbe ancora meno conveniente, senza poi considerare il difficilmente quantificabile costo sanitario legato alle patologie causate dalle emissioni nocive alle popolazioni residenti nei dintorni degli inceneritori.

Il secondo problema, legato all’utilizzo degli inceneritori, è l’impatto ambientale con i relativi danni alla salute dovuti all’emissione in atmosfera di particolato, nanoparticelle e altri inquinanti.

Per ogni tonnellata di rifiuti inceneriti si producono circa 6000 metri cubi di fumi che si disperdono nell’atmosfera; la composizione dei fumi dipende da vari fattori:  la “qualità” dei rifiuti, la tecnica di incenerimento e soluzione di filtraggio delle emissioni al camino. I limiti di concentrazione degli inquinanti imposti dalle normative sono riferiti al metro cubo di fumi e non all'emissione totale. Pertanto, bruciando più rifiuti si ottengono più fumi e quindi più emissioni inquinanti, ma si rimane sempre nei parametri di legge. Gli inquinanti principali contenuti nei fumi sono: anidride carbonica, anidride solforosa, ossidi di azoto, gas acidi, diossine, furani, metalli pesanti e polveri sottili.

Mediamente vengono rilasciati nell’ambiente 60 grammi di polveri per tonnellata incenerita; tuttavia, questa è una indicazione solo quantitativa: molto importante è anche l'aspetto qualitativo cioè la finezza delle polveri emesse. In genere più sono alte le temperature di combustione e più aumenta la finezza delle polveri.

Tali polveri sottili sono nocive a causa delle loro piccole dimensioni e del fatto che con sé trasportano  materiali tossici e nocivi residui della combustione, pericolosi perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi.
La legge italiana e le norme europee pongono limiti di qualità dell'aria solamente riferiti al PM10 cioè le particelle di diametro inferiori ai 10 micrometri, ma ciò che recentemente più preoccupa alcuni ricercatori e parte dell’opinione pubblica sono le nanopolveri, ovvero le particelle con un diametro di pochi nanometri (millesimo di micrometro).

Il prof. Stefano Montanari e la moglie la famosa ricercatrice dott.ssa Antonietta Gatti sono tra i massimi esperti mondiali di nanopolveri e nanopatologie, ovvero le malattie che probabilmente sono causate dall’accumulo di queste particelle nell’organismo. Nelle loro ricerche hanno verificato l’invasività di queste nanoparticelle, ritrovandole persino nel nucleo cellulare, in particolare di cellule “malate”…………


Va segnalata anche la presenza di vari studi epidemiologici che evidenziano l’aumento di rischio per alcune patologie (tumorali, in particolare) nelle popolazioni esposte agli inceneritori; tuttavia la comunità scientifica (a causa di studi controversi e discordanti) è ancora divisa circa la pericolosità degli inceneritori.
In ogni caso secondo l'articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie, gli inceneritori sono classificati come fabbriche insalubri di prima classe e come tali "debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni".
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Guardate questo video tratto dalla trasmissione EXIT  di La7

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Il terzo problema da non sottovalutare è quello relativo alla composizione delle ecoballe, infatti non raramente possono contenere sostanze “speciali” o addirittura tossiche. Ciò si verificato ad esempio in Campania, quando durante il caos della crisi dei rifiuti, si sono prodotte milioni di ecoballe, di cui molte contenenti rifiuti industriali, ospedalieri o tossici. Il business delle ecoballe è chiaramente interessante per le ecomafie e per chiunque intenda far sparire rifiuti pericolosi a danno della comunità; in generale poi, sono non pochi i casi in cui vengono registrati valori di inquinanti superiori ai limiti, tra cui le pericolosissime diossine!

Insomma, benché si dica che gli inceneritori siano preferibili in alcuni casi alle discariche (e all’interramento e ai roghi abusivi), è necessario in base a tutte queste problematiche trovare delle alternative.

STAY TUNED

Un altro brevissimo  video che vi consiglio:

http://www.youtube.com/watch?v=N697z43clLE

Alessandro IACUELLI - fisico - giornalista - "L'impatto della civiltà industriale sulla Natura" - da 'Le Connessioni Inattese' - Napoli 13 novembre 2010





Giuseppe Testa - Associazione ALTANUR